Il Granchio del Cocco il Paguro piu grande del mondo

Il Granchio del cocco o detto anche  granchio ladro è il più grande artropode terrestre del mondo.

È un paguro terrestre famoso per la sua abilità di rompere le noci di cocco con le sue forti chele per mangiarne il contenuto. Viene talvolta chiamato “granchio ladro” (in inglese robber crab) o “ladro delle palme” (in tedesco Palmendieb), perché alcuni granchi del cocco rubano oggetti luccicanti come padelle e argenteria da case e tende. È anche noto come terrestrial hermit crab (“paguro terrestre”), a causa dell’uso di conchiglie da parte dei giovani individui (tuttavia il termine paguro terrestre si applica anche ad altri paguri terrestri, come per esempio il paguro terrestre australiano Coenobita variabilis). Il granchio del cocco ha differenti nomi locali, come, ad esempio, ayuyu a Guam, unga o kaveu.

Gli esemplari di questa specie raggiungono in media fino a 4 kg di peso, 400 mm di lunghezza del corpo, un metro di apertura delle zampe, con i maschi generalmente più grandi delle femmine (dimorfismo sessuale). Alcuni autori hanno descritto esemplari con pesi fino a più di 17 kg e una lunghezza del corpo di 1 m. Si crede che questo sia vicino al limite teorico per un artropode terrestre. Tuttavia, quando il corpo viene sostenuto dall’acqua, sono possibili dimensioni più grosse (vedi ad esempio, il Granchio ragno giapponese Macrocheira kaempferi). Possono raggiungere un’età di 30-60 anni. Il corpo del granchio del cocco è, come quello di tutti i crostacei decapodi, diviso in una sezione frontale (cefalotorace), sulla quale si trovano gli arti ambulatori (5 per lato) e un addome. Il primo paio di arti è munito di massicce chele, generalmente asimmetriche, usate per frantumare e portare alla bocca il cibo e in grado di sollevare oggetti pesanti fino a 29 kg. Il secondo e il terzo paio di arti invece sono privi di chele, e terminano con robusti unghioni; l’animale si serve di questi arti per spostarsi e per arrampicarsi su rocce e alberi. Il quarto paio di zampe reca alle estremità delle piccole chele; negli altri paguri esso serve a bloccare il corpo dell’animale all’interno delle conchiglie in cui esso vive, mentre nel Granchio del cocco (che da adulto non utilizza conchiglie) viene impiegato per spostarsi e per trattenere oggetti al pari degli arti precedenti. L’ultimo paio di zampe è quasi atropfico, e viene esclusivamente utilizzato per pulire gli organi respiratori (branchie modificate). In posizione di riposo questi piccoli arti sono tenuti ripiegati sotto al carapace nella cavità respiratoria.

In realtà, i Granchi del cocco sono molto docili, attaccano solo se si sentono minacciati, anche se è difficile immaginare, nel caso qualcuno abbia un contatto diretto, non spaventarsi alla loro presenza.Grazie alle sue possenti e forti chele rompe i cocchi (di cui è particolarmente ghiotto) per mangiarne il contenuto, ma non disdegna altri frutti come noci, semi e tutto ciò che è organico, Può mangiare anche animali morti e tartarughe marine appena schiusesi.Una loro forte rappresentanza si trova sull’isola di Natale, nell’Oceano Indiano, vaste specie sono presenti anche nelle isole Cook nel Pacifico, altre nelle Seychelles e nel Golfo del Bengala.La cosa strana dei Granchi del cocco è che non sanno nuotare, hanno delle branchie che, erano probabilmente usate per respirare sott’acqua nella storia evolutiva della specie, oggi non forniscono più sufficiente ossigeno e un granchio del cocco immerso, affogherebbe in poche ore.I granchi ladri vivono da soli in tane sotterranee e fenditure rocciose, a seconda del terreno locale, ma principalmente si scavano la propria tana nella sabbia o nel terreno morbido. Durante il giorno, l’animale rimane nascosto, sia per proteggersi dai predatori sia per ridurre la perdita d’acqua per il caldo, tant’è che per creare dentro la tana l’umido microclima necessario ai suoi organi respiratori, il granchio ladro tiene chiusa l’entrata con una delle sue chele. In aree con una grande popolazione di granchi ladri, alcuni possono anche uscire durante il giorno, forse per acquistare un vantaggio nella ricerca del cibo, comunque l’attività diurna è più comune se è umido o piove, poiché queste condizioni permettono loro di respirare con maggiore facilità. Questi artropodi vivono quasi esclusivamente sulla terraferma e addirittura sono stati trovati esemplari lontani anche 6 km dall’oceano.

Questo granchio eremita, con le sue dimensioni e la sua forza intimidenti, detiene un posto d’onore nella cultura degli isolani. Il granchio del cocco viene mangiato dalle popolazioni autoctone del Pacifico ed è considerato una specialità e un afrodisiaco, con un gusto simile all’aragosta e al normale granchio. Le parti più pregiate sono le uova nel corpo della femmina e il grasso dell’addome. I granchi del cocco possono essere cotti in maniera simile alle aragoste, bollendoli o cuocendoli a vapore. Le varie isole hanno anche una gamma di ricette, come, ad esempio, il granchio del cocco cotto nel latte di cocco.

La popolazione delle isole sono soliti mangiarlo, avendo il gusto simile all’aragosta e al normale granchio, ma negli ultimi tempi, si sono registrati casi di tossicità, quindi bisogna fare attenzione.

Benché il granchio del cocco di per sé non sia velenoso, può diventarlo a seconda della sua alimentazione, e si sono registrati casi di tossicità delle sue carni. Si crede che il veleno venga da tossine vegetali, il che spiegherebbe perché alcuni animali siano velenosi e altri no. Può essere anche possibile che questo veleno sia considerato un sorta di afrodisiaco, similmente a quanto accade per il pesce palla in Giappone. Tuttavia, i granchi del cocco non sono un prodotto commerciale e non vengono, di solito, venduti.

I granchi del cocco si cacciano meglio nelle notti senza luna con il terreno umido, usando torce; il tempo migliore sono le tre notti che seguono la luna nuova. Possono essere cacciati anche durante il giorno, ma questo implica scavare per raggiungerli nelle loro tane o accendere un fuoco per stanarli col fumo dai loro nascondigli. Viene anche suggerito di spargere delle metà di noci di cocco bruciate per attrarli.

I bambini, a volte, giocano con giovani esemplari di granchi del cocco, facendo molta attenzione. Una tecnica consiste nell’ingannarli mettendo dell’erba bagnata inclinata su una palma su cui è salito un granchio. Quando l’animale scende, crede che l’erba sia il terreno e lascia la sua presa dal tronco dell’albero, e quindi cade.

Il granchio del cocco è ammirato per la sua forza, e si dice che gli autoctoni usino questo animale per far la guardia alle loro piantagioni di cocco. Un granchio del cocco può anche attaccare una persona se minacciato. Si vendono anche granchi del cocco, soprattutto se non sono ancora completamente maturi, come animali da compagnia, ad esempio a Tokyo. La gabbia deve essere abbastanza forte in modo che il crostaceo non possa usare le sue forti chele per fuggire.